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Capalbio vince la battaglia contro i 50 rifugiati. E si prepara ad accoglierne 13
Date: 24/11/2016
Non era una notizia clamorosa, ma era una “notizia perfetta”. La più perfetta dell’estate. Costruita sul modello dell’esempio scolastico di notizia: non il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane. La notizia era: Capalbio respinge gli immigrati. La “piccola Atene” toscana, il capoluogo maremmano dell’Italia radical-chic, che reagisce come un qualunque borgo padano a maggioranza leghista. Con i vari vip che di colpo la smettono di pontificare di accoglienza e la solidarietà e gridano: “Non li vogliamo”. Nelle performance più difficili la tecnica è tutto. Ma è l'istinto a fare la differenza. Oggi Jaguar XE è disponibile in versione All Wheel Drive allo stesso prezzo della trazione posteriore. Vieni in Concessionaria per provare la trazione integrale AWD e l'istinto del controllo. SPONSORIZZATO La vittoria del buon senso Bene, la vicenda ha avuto un seguito. Per certi aspetti ancora più clamoroso nell’isterica Italia pre-referendum: ha prevalso il buon senso. La prefettura di Grosseto ha revocato il precedente bando, che destinava a Capalbio 50 profughi, e si accinge a bandirne un altro che – ma il prossimo anno – ne farà arrivare al massimo 13. “Vittoria radical-chic”, titola “il Tempo” di Roma, quotidiano di centrodestra e da sempre garbatamente ostile ai cenacoli capalbiesi. La soluzione Chissà, forse la presenza estiva nel borgo e nei suoi dintorni di tanti illustri ospiti ha avuto un certo peso nel far sì che il caso-Capalbio fosse esaminato con particolare cura dalla prefettura. E forse nella decisione di revocare il bando hanno avuto un peso le tesi esposte dal Comune in un ricorso al Tar predisposto da uno studio legale affermato (quello dell’avvocato Alessandro Antichi, ex sindaco di Grosseto e consigliere regionale di Forza Italia). Resta il fatto che il caso dei rifugiati a Capalbio si è sviluppato e risolto come sarebbe auspicabile che si risolvessero tanti casi analoghi. Le contestazioni Chiunque la scorsa estate si sia cimentato seriamente nell’approfondimento di quella notizia così perfetta, ha scoperto che – come sempre accade – la realtà era più complessa. Il Comune non contestava in assoluto l’arrivo di profughi a Capalbio: riteneva che il loro numero fosse sproporzionato rispetto ai numeri della popolazione residente. “Durante l’inverno – ci aveva detto Vittorio Emiliani, scrittore, giornalistica, storico direttore del “Messaggero” – gli abitanti del borgo sono poco più di 200 ed è effettivamente difficile immaginare come possa avvenire un sereno processo di integrazione tra una comunità così piccola e 50 stranieri di passaggio”.” Distribuzione equa e proporzionata Considerazioni, appunto, di buon senso. Non c’è infatti alcun dubbio che solo attraverso una distribuzione equa e proporzionata dei rifugiati nei vari comuni si possono creare le condizioni per una serena convivenza tra i residenti e i nuovi arrivati. Commentando col “Corriere della Sera” la decisione della prefettura, il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori (Pd), ha sottolineato che era davvero difficile comprendere perché mai a Capalbio fossero stati destinati 50 profughi, mentre a un comune che ha il doppio degli abitanti, Forte dei Marmi, ne erano stati attribuiti appena 11. Le rivolte anti-rifugiati Il problema dell’equità è alla base di buona parte delle “rivolte anti-rifugiati” esplose in questi mesi in vari comuni italiani. Anche di quella – la più clamorosa e penosa – avvenuta a Gorino dove la popolazione ha innalzato le barricate per respingere l’arrivo di dodici donne richiedenti asilo, una delle quali incinta, un’altra vittima di torture. La notizia perfetta E’ chiaro che, in assenza di regole certe, ognuno ha il suo criterio di equità. Se a questo si somma l’azione di forze politiche che soffiano sul fuoco della paura, si può arrivare ad avvelenare l’aria, fino a renderla irrespirabile. L’equità può diventare un alibi per dire sempre e comunque no. Ma questa è una ragione in più per cercarla e praticarla fino in fondo e con coerenza. Un risultato a cui si può arrivare solo attraverso un confronto aperto e concreto tra le prefetture e i Comuni. Quello che – per una serie di combinazioni fortunate – si è verificato proprio a Capalbio. E anche questa, a pensarci bene, è una “notizia perfetta”. I vip non brillano per senso pratico.
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